L’Orto Botanico di Oslo: nel cuore della capitale della Norvegia un cuore verde pulsante.

L’Orto botanico di Oslo sorge nel quartiere di Toyen, dove è situato anche il Museo di Storia Naturale. Si tratta di una grande superficie molto curata, dove si possono osservare diversi tipi di piante sia dei climi freddi che di quelli temperati e caldi. Queste ultime sono coltivate in ampie e belle serre di vetro.

L’ingresso all’Orto Botanico è gratuito ed i cittadini lo utilizzano anche come parco pubblico, in particolare nelle belle giornate di sole. La struttura fu fondata il 1 giugno del 1814 in seguito alla fondazione dell’università nel 1812, dopo che re Federico VI regalò alla stessa un angolo di terreno che, in seguito ad aspre discussioni, fu deciso di destinare ad orto botanico.

Una figura chiave per la nascita e lo sviluppo dell’orto è stato Christien Smith, professore di botanica ed economia, direttore dell’orto botanico, ma soprattutto cacciatore di piante. Fu lui a raccogliere semi e piante da destinare all’orto botanico con speciale riguardo alla raccolta di semi di piante alle isole Canarie, Capoverde e Congo, inserendo più di un centinaio di piante all’ora sconosciute in Europa. Purtroppo la sua opera fu interrotta drasticamente dalla febbre gialla che lo uccise all’età di trentanni.

Dopo la morte di Smith si sono susseguite diverse figure botaniche più o meno importanti.

Fra queste una delle più rilevanti è stata Matthias Numsen. Nussen, insieme al giardiniere capo, creò una delle più grandi collezioni di piante nordiche di montagna.

Sin dalla sua fondazione l’orto botanico di Oslo è rimasto una struttura fondamentale, nonostante periodi difficoltosi, come ad esempio durante la Seconda Guerra Mondiale, quando per logici problemi di approvvigionamento di alimenti lo spazio fu usato per piantare patate e verdure.

Orto botanico OsloL’orto botanico ha continuato a svilupparsi fino alla bellissima struttura odierna così suddivisa:

  • Arboreto;
  • Giardino degli aromi giardino di montagna;
  • Piante storiche
  • Piante delle montagne;
  • Piante norvegesi minacciate e piante aliene pericolose per la flora autoctona;
  • Giardino sistematico
  • Piante utili (piante commestibili, piante aromatiche e officinali spezie, tintorie e per ottenere fibre);
  • Serra delle palme;
  • Serra vittoriana;
  • Giardino formale (rinascimentale, Barocco);
  • Centro amministrativo;
  • Museo botanico;
  • Musei e biblioteca.

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UNA ROSA AL GIORNO ROSA KAZANLIK

 Rosa kazanlik

rosa kazanlik  damascena

Kazanlik è il nome di una città bulgara dove si coltivano queste rose per ottenere oli profumati. E’ una rosa damascena del 1689 , originaria della Turchia , fiorisce una sola volta e ha un profumo molto intenso. Possiede un fiore rosa chiaro semidoppio, il calice è composto da lunghi sepali . In autunno i fiori danno origine a cinorridi arancio.

In Bulgaria la raccolta avviene da metà maggio a metà giugno solo al mattino molto presto.Si inizia alle 4 e si termina massimo alle 9 questo per mantenere in maniera perfetta le note della rosa,mentre la raccolta per fare marmellate o altri prodotti come gli sciroppi  avviene nel pomeriggio.

Si pensi che da tre tonnellate di petali di rosa si ottiene poco più di un chilo di essenza.

LA ROSA BRUNA

UNA ROSA AL GIORNO  LA ROSA BRUNA

bruna

 

Si tratta di una rosa molto bella coltivata in Liguria particolarmente in valle Scrivia da molti molti anni, se ne trova traccia in liguria già nel 1600, della sua storia e delle sue origini non si sa molto ( probabilmente è una centifoglia) . Ha un colore rosa fuxia  è profumata e raggiunge un’altezza di circa 80 cm.

Da questa rosa si ottiene un ottimo sciroppo che può essere usato per dolcificare, come bevanda dissetante in estate allungato con acqua gassata, oppure per preparare una tisana rilassante .

RICETTA PER UN LITRO DI ACQUA

300 gr di petali

1,5 kg di zucchero

Portare l’acqua a ebollizione immergere i petali e lasciarli in infusione per 24 ore, strizzarli e filtrarli bene e  al  succo ottenuto si aggiunge lo zucchero e si fa bollire piano piano per circa 20 minuti e poi si aggiunge il succo di un limone. Ecco fatto!! ora basta imbottigliare

(foto di Beauty Rose)

 

WINCHESTER CATHEDRAL

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UNA ROSA AL GIORNO

Rosa di David Austin ,mutazione di Mary Rose del 1988 possiede un fiore bianco che può macchiarsi di rosa e  alcune volte un intero ramo può portare rose interamente rosa chiaro, questa instabilità la rende molto affascinante.

La pianta raggiunge un’altezza di 1,2 metri  è molto rifiorente e i fiori possiedono un profumo dolce e delicato

 

UNA ROSA AL GIORNO — www.lerosedifirenze.com

Rosa Charlotte Rosa arbustiva di Austin del 1993 ha un profumo fruttato molto delicato simile al tè. Questa pianta ha il fiore ha una forma a coppa con la parte centrale ricca di petali giallo intenso che sfumano in giallo limone verso l’esterno . Per spingerla a rifiorire dobbiamo fare una leggera potatura dopo la […]

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UNA ROSA AL GIORNO

Rosa Charlotte

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Rosa arbustiva di Austin del 1993 ha un profumo fruttato molto delicato simile al tè. Questa pianta ha il  fiore ha una forma a coppa con la parte centrale ricca di petali giallo intenso che sfumano in giallo limone verso l’esterno .

Per spingerla a rifiorire dobbiamo fare una leggera potatura dopo la prima fioritura.

Ha un portamento cespuglioso e raramente supera il metro di altezza è quindi adatta alla coltivazione in vaso.

 

Una rosa al giorno

Rosa Cardinal Hume

cardinal hume

 

Prende il nome dal cardinale George Basil Hume (1923-1999) arcivescovo di Westminster.

Rosa di Harknes Inglese del 1984, possiede un fiore di circa 6 cm  ha un profumo delicatamente speziato.

La fioritura è precoce e ripetuta .

Si tratta di una rosa a cespuglio alta quasi due metri che non tollera molto bene i climi troppo umidi e predilige quelli caldi e asciutti,   è una rosa con piccole spine che ricoprono i rami. Possiede  molti progenitori fra cui la  Rosa Californica .

I fiori sono di color cremisi e poi diventano porpora, sbocciano in grandi mazzi. Le foglie sono verdi brillante  scure e non grandissime.

In inverno sono presenti sulla pianta cinorrodi rotondi  e rossi che la rendono molto decorativa anche in inverno

Stefano Magi, titolare del Vivaio Le Rose di Firenze, ci racconta come si coltivano le Rose

Stefano Magi titolare del Vivaio Le Rose di Firenze ci spiega come si coltivano le rose e quali cure è necessario dedicare a queste varietà per ottenere una collezione di rose così ricca.

Simona Carloni

Verdelite ™ di Ramon Colombo & C. sas
Via Giordano Bruno, 146 – Cesena (FC)
simona@verdelite.it
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Macchie di colore nel vostro giardino: gli alberi da fiore

viburnum-alberi-ornamentaliAlberi ornamentali: fra ombre e colori ce n’è per tutti i gusti

Non solo sono belli, rendendo il nostro giardino (o addirittura il vostro terrazzo!) colorato nelle stagioni giuste, ma sono anche utili, perché riparano dal sole e purificano l’aria. Quali che siano le vostre necessità, anche in termini di prezzo, troverete sempre l’albero ornamentale che fa per voi.

Alcuni alberi ornamentali da fiore presentano fusti imponenti mentre altri ne possederanno solo uno di media altezza. Sono caratterizzati dalla presenza di fiori che talvolta si trovano riuniti in infiorescenze, mentre in altri casi rimangono isolati. Questi alberi non sono tutti caducifoglia, quindi se non desiderate vedere i vostri alberi spogli d’inverno ma non volete rinunciare alla bellezza dei fiori nella bella stagione, potrete comunque rimanere soddisfatti.

Con che criterio bisogna scegliere?

Come per la scelta di quasi ogni altra pianta, non si può prescindere dal considerare alcuni fattori determinanti per il benessere della pianta (e vostro). Innanzitutto, è bene documentarsi sulle dimensioni che può raggiungere la pianta; per esempio una magnolia può raggiungere i 25 metri di altezza e spesso il fusto è ramificato fino alla base: poco adatta per chi di terra ne ha poco più di un fazzoletto! E’ importante anche scegliere alberi adatti alla temperatura, al tipo di terreno e alla relativa umidità del vostro giardino. Se determinare questi fattori risultasse un’impresa complicata, possiamo fornirvi alcune linee guida: in pianura quasi ogni albero ornamentale andrà bene, specialmente i ciliegi; i giardini montani ospiteranno al meglio pruni, meli o magnolie; nei giardini mediterranei vivranno invece sani gli agrumi. Attenzione, però, anche al grado di inquinamento della zona in cui vivete: se nell’aria si respira troppo smog, dovrete scegliere alberi che si sappiano adattare senza ripercussioni sulla loro salute. Considerate, infine, l’illuminazione di cui potrà godere l’albero.

Piantare gli alberi da fiore

Gli alberi da fiore si possono acquistare in vivaio con le radici avvolte nel pane di terra. Calcolate ancora una volta, prima di decidere dove collocare la pianta, le dimensioni che la sua chioma raggiungerà una volta cresciuta, considerando, se del caso, anche quanto cresceranno gli alberi vicini, se presenti. Scavate quindi la buca larga circa il doppio della zolla radicale e alta uguale a questa. Letame o torba possono essere adagiati sulla buca prima di inserire l’albero.

Infine, comprimete la terra smossa attorno all’albero (anche con i piedi) e innaffiatela abbondantemente.

In che modo farli crescere belli e sani

È importantissimo dare alla pianta una sufficiente e regolare irrigazione. Per quanto riguarda la concimazione, bisogna fare una distinzione fra piante sempreverdi e non, perché questa caratteristica determina il periodo dell’anno nel quale la pianta ha bisogno di nutrimento. A Maggio e ad Agosto (quando formano le pigne) i sempreverdi hanno bisogno di sostanze nutritive, mentre i decidui vanno concimati tra l’inizio e la metà di Giugno una prima volta e una seconda volta tra la metà di Luglio e la metà di Agosto. La quantità di concime dipende dalle necessità dell’albero, variabili in base alle sue dimensioni.

La sua potatura è un intervento molto più delicato. Intervenendo in questo senso si andrà a alterare l’equilibrio dell’albero e per questo bisogna stare molto attenti. Lo scopo della potatura è quello di rafforzare l’albero e dirigerne la crescita, eliminare le parti potenzialmente pericolose e quelle malate, morenti o morte. Insomma tutte motivazioni che hanno al centro il prolungamento della longevità della pianta. Un albero lo si pota per determinare la sua forma o dimensione (motivi estetici). Nel caso si potano i rami perché raggiungono estensioni tali da arrivare a toccare le mura di casa o a intralciare le vostre attività, significa che la pianta non doveva venire messa a dimora lì e che si è stati semplicemente poco lungimiranti.

Al fine di garantire la sicurezza e la sanità dell’albero per il periodo di tempo più lungo possibile, bisogna eliminare solo i tessuti del ramo, evitando di danneggiare quelli del fusto e di lasciare monconi di potatura. In questo modo verrà favorita la chiusura della ferita.

Simona Carloni

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